Selfie come Han Solo nella grafite

Alle Olimpiadi di Sochi c’è la nuova frontiera del selfie: l’autoscatto 3D.

Gli spettatori delle Olimpiadi di questi giorni possono vedere la versione tridimensionali dei loro autoscatti proiettata su un pannello di oltre sei metri di altezza posto all’ingresso del Parco Olimpico.

Il funzionamento è geniale: l’immagine inviata dai cellulari viene scandita da cinque telecamere per crearne la versione 3D. In base alla scansione, gli 11000 pistoni al led che formano il pannello si posizionano fino a riprodurre perfettamente i lineamenti del viso.

Insomma, un po’ come Han Solo nella graphite, ma in grande.

I volti sono proiettati tre alla volta e cambiano ogni venti secondi.

L’idea è di un designer inglese, Asif Khan, per la società di telefonia Megafon. Le immagini 3d prendono vita grazie a un software creato da Scott Eaton, già scultore digitale alla Lucasfilm e alla Pixar.

A sentire Khan su Wired, l’idea di partenza era quella di replicare anche i colori, in modo da riprodurre fedelmente i toni di pelle e le ombreggiature.

Il risultato però è stato giudicato troppo impressionante: i visi di giganti (anche se giganti sorridenti) pare incutessero paura perché troppo realistici (un po’ come l’arrivo del treno alla stazione filmato dai Lumière), e per questo si è preferita la versione monocroma.

Immagine tratta dal video incluso sopra.

Immagine tratta dal video incluso sopra.

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