God of War Ascension Effetti Speciali di From Ashes

Con un costo che arriva anche a quattro milioni di dollari per il solo passaggio da 30 secondi, il Superbowl è sempre l’occasione per mostrare gli spot più spettacolari e dare l’immagine più forte possibile al proprio brand.

Nel febbraio di quest’anno, c’è stato il trailer per il nuovo gioco di Sony “God of War” e in una mossa non unica ma comunque inconsueta, il trailer è stato realizzato non in CGI, come avviene normalmente, ma con riprese dal vero realizzate con Red Epic.

Chiariamoci: di vero nel trailer di God of War “From Ashes” non c’è quasi nulla. Ma gli attori sono quasi sempre persone reali che imitano il look dei personaggi digitali del videogame, recitando in set green screen.

Lo spettacolare trailer di Imaginary Forces

Tutta l’impostazione del trailer, creato dalla Imaginary Forces (autori tra l’altro della sigla di Mad Men) è stata quella di una vera produzione cinematografica densa di visual effects e 3D.

Nel breakdown appena uscito che trovi sopra vediamo alcune delle scene chiave, alcune delle quali erano già state distribuite e sono state rimontate all’interno di questo completo breakdown curato da Jeremy Cox, supervisore agli effetti visivi e art designer.

Anche se l’inizio è delicato e elegante, con una set extension che ricorda molto certe scene ambientate a Sparta in 300 (film peraltro connesso alla promozione di lancio del gioco), sin dal secondo shot veniamo subito calati nell’atmosfera del brutale game Playstation.

Vediamo subito uno shot del girato green screen (nota il marker rosso a sinistra in basso accanto al braccio di Kratos) seguito, uno dopo l’altro, dai diversi layer 3D usati per l’effetto di disintegrazione in cenere che occupa la maggior parte del breakdown.

Dinamiche e fluidi per la disintegrazione

Le disintegrazioni sono state realizzate in 3DS Max con rendering in V-Ray da Allan McKay che ha lavorato per ILM, Pixomondo, Ubisoft e tante altre aziende di primo livello.

La transizione tra rirpesa reale e modello 3D è praticamente invisibile nella versione completa del trailer, anche perché l’inizio della disintegrazione viene seguito da uno stacco sul corpo che sta già andando in pezzi.

Invece, nel breakdown vediamo come ogni frame sia stato accuratamente tracciato e la prospettiva mantenuta corretta. Il genere di attenzione al dettaglio che fa la differenza.

A questo punto tutto inizia a trasformarsi in cenere e frammenti e la precisione con la quale gli elementi di compositing si allineano con quelli pratici (la cenere sull’attore che interpreta il generale Kratos) è impressionante.

Replicazione della folla

Più ordinario, ma molto ben realizzato lo shot successivo con l’armata in marcia.

In questo caso un manipolo di soldati che cammina a velocità regolare è stato ripreso a macchina fissa mentre percorre la strada.

Estraendo dalla lunga sequenza una serie di shot e isolando con il rotoscoping le comparse, queste sono poi state ricomposte insieme per dare l’illusione di un’unica colonna compatta. Suggerimento per gli studenti FaiStrada®: questo genere di effetto si fa sempre partendo dai personaggi più lontani dalla macchina da presa e progredendo via via fino ad arrivare in primo piano.

Anche l’intera ambientazione è ricostruita con un matte painting e il risultato finale, dopo il grading, è molto efficace.

Stessa tecnica anche per la vista laterale, anche se qui il lavoro è più complesso. Il centro ottico della ripresa deve sempre corrispondere altrimenti la prospettiva non sarà giusta.

Vediamo infatti un dolly laterale molto contenuto per dare dimensionalità senza tradire la natura bidimensionale dello shot.

Ancora green screen e ceneri

Altri due shot (a 1m01s) mostrano una semplicissima ma efficace ricostruzione d’ambiente, con l’intuizione pragmatica di far correre il talento su un piano inclinato (ma non inclinato quanto la collina!) per poi ruotarlo e allinearlo in post produzione, il compositing è stato realizzato con NUKE.

I cespugli che oscurano i piedi fanno il resto del lavoro e servono a rendere plausibile il composito, che probabilmente chiunque prenderebbe per vero senza aver visto il breakdown — è la forza della cinematografia digitale.

Prima di arrivare allo shot conclusivo abbiamo altre visite dietro le quinte dell’ambiente dove si trova Kratos, con un paio di arbusti “practical” (ovvero, presenti sul set) e tutto il resto ricostruito con matte painting.

Osserva attentamente quanto appare sbiadito il personaggio: è la caratteristica della ripresa ad alta gamma dinamica, che permette poi di riesporre il “negativo digitale” per ottenere il contrasto desiderato.

Il movimento di chiusura verso l’alto

Da ultimo c’è lo shot di chiusura un movimento verticale sulla schiena di Kratos accerchiato dai soldati, che nel breakdown vediamo segmentato tra ripresa reale e lavoro di proiezione in NUKE: semplicemente spettacolare quando vediamo il “guscio vuoto” che sembra essere la schiena dell’attore.

Attraverso questa proiezione è possibile generare a posteriori il movimento di macchina verso l’alto, in un’unico piano sequenza. Ma il breakdown ci rivela la natura completamente digitale dello shot ed è probabilmente il momento più entusiasmante, esattamente a 1m46s.

Anche qui non c’è che da ammirare il modo in cui la tecnologia permette di aumentare la creatività realizzando uno shot che non è probabilmente originale ma che difficilmente si sarebbe potuto vedere in un trailer, sia pure destinato al Superbowl e per un prodotto di successo quale è God of War.

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