RoboCop: primo dietro le quinte del reboot

Questo è il primo di molti articoli dedicati al reboot di Robocop: il leggendario film di Paul Verhoeven uscito nel 1987.

In Italia, al momento di uscire nei cinema, Robocop venne vietato ai minori di 18 anni in Italia a causa dell’incredibile livello di violenza, mai visto prima di allora. Fu comunque un enorme successo e divenne subito cult.

Robocop ha generato una franchise di due seguiti cinematografici e anche una serie televisiva che fu uno dei primi usi della CGI 3D per gli effetti speciali in televisione (la serie venne realizzata in Lightwave, ovviamente).

In questo primo articolo diamo uno sguardo al lavoro di Method Studios, che ha rilasciato un dietro le quinte degli effetti speciali di Robocop che farà felici tutti gli appassionati di green screen.

I set enormi nei quali Samuel L. Jackson si aggira con sicurezza (fa strano vederlo senza benda sull’occhio!) sono composti esclusivamente da schermi verdi e da una griglia essenziale di punti di riferimento per il motion tracking 3D.

E, per aumentare la sensazione di immersione del personaggio nell’ambiente, gli attori interagiscono continuamente con gli oggetti. È questa interazione a vendere l’effetto, rendendolo credibile e plausibile.

Non solo con schermi che compaiono e scompaiono tra le mani di Samuel Jackson, o le immancabili cartine geografiche interattive, ma anche con effetti più sottili: guarda per esempio dal minuto 4:26 in poi e quindi dal minuto 5:02, quando il personaggio di Nick Fury Jackson passa attraverso agli ologrammi proiettati nello studio.

Sottigliezze, forse, ma il genere di sottigliezze che va ben oltre un green screen competente e un motion tracking privo di slittamenti.

(E se sei uno studente VFX Wizard, tutti questi monitor interattivi ti ricorderanno qualcosa, probabilmente: il compito del corso di Effetti Speciali, con Terry che inserisce il virus interagendo con lo schermo del computer…)

Robocop in persona (arto più, arto meno…)

Non si può certo dimenticare il protagonista del film: al minuto 00:57 diamo uno sguardo al modello 3D di Robocop e al lavoro su texture dell’armatura, l’illuminazione e light wrapping, completate poi dal face replacement dell’attore.

Vale la pena anche di menzionare che Arnold Renderer, sempre più lanciato nel mercato dei VFX di alto livello, è stato ampiamento usato in questo reboot di Robocop. Il realismo, come sempre, è impressionante. Ma a questo dedicheremo un altro articolo.

Il video è senza audio (no, non sono le tue casse il problema!) ma anche così sembra ci siano tutte le premesse per un film di grande computer grafica. E a giudicare dalle prime reazioni, anche per un degno reboot di un’icona della science fiction cinematografica.

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